I vincitori di Cannes 2019

Anche quest’anno il Festival di Cannes (14 – 25 maggio) termina non senza colpi di scena: nonostante le previsioni fossero a favore di Dolor y Gloria di Pedro Almodovar e Portrait d’une jeune femme en feu di Celine Sciamma, oltreché Once upon a time…in Hollywood di Quentin Tarantino, a vincere l’ambita Palma d’oro è stato il film Parasite del regista sudcoreano Bong Joon-Ho.

Il Grand Prix, considerato una specie di secondo posto, è invece andato ad Atlantique della regista francese Mati Diop, un film sulla storia di un gruppo di operai della periferia di Dakar, in Senegal.

Il premio della giuria (ex-aequo)lo hanno vinto rispettivamente Les Misérables del regista maliano Ladj Lye Bacuraudei brasiliani Kleber Mendonça Filho e Juliano Dornelles.

A vincere il premio come migliore attrice per Little Joe è stata l’inglese Emily Beechammentre Antonio Banderas ha vinto come miglior attore per Dolor Y Gloria di Pedro Almodovar.

Il premio per la miglior regia è andato ai fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne per Le Jeune Ahmed, mentre La Camera d’oro, ossia il premio per la migliore opera esordiente, è andato a Nuestras Madres del regista guatemalteco César Díaz.

A concludere, la Palma d’oro per un cortometraggio è andata a The Distance Between Us and the Sky di Vasilis Kekatosmentre la Menzione speciale della giuria per un cortometraggio è stata attribuita a Monstruo Dios di Augustina San Martín.

Per quanto riguarda la sezione indipendete della Semaine de la Critique, a vincere il Nespresso Grand Prize è stato il lungometraggio in animazione I Lost my body di Jeremy Caplin. Il premio per la sceneggiatura se l’è aggiudicato Nuestras Madres di César Díaz, il Gran Foundation Award è andato a Vivarium di Lorcan Finnegan ed infine il premio al Miglior attore è andato a Ingvar Sigurosson, per A White, White Day.

Ricordiamo inoltre la selezione nella categoria Un Certain Regard di due lungometraggi in animazione, ossia La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Lorenzo Mattotti (basato sull’omonimo romanzo breve di Dino Buzzati) e Les Hirondelles de Kabul di Zabou Breitmane Eléa Gobbé-Mevellec.

Anche se non sono risultati vincitori nella categoria hanno riscosso un gran successo, e saranno presenti (insieme a I Lost my Body) nella selezione ufficiale dei lungometraggi del Festival di Annecy il prossimo giugno.

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