Gatta senza Cenere e Pentola. Quando la scarpetta va stretta

Di Alice Buscaldi

Era il 1976 quando Roberto De Simone portò per la prima volta in scena La Gatta Cenerentola: opera teatrale in tre atti, con musiche e canzoni, ispirata alla fiaba di Giambattista Basile, autore della raccolta Lo Cunto dei Cunti. Basile era napoletano e anche Roberto De Simone è napoletano.

La storia della Gatta Cenerentola, non poteva dunque rivivere che nel golfo partenopeo con nuove vesti: né come musical né come storia scritta, ma come film di animazione.

Autori e produttori del lungometraggio, il team della Mad Entertainment (gli stessi de L’Arte della Felicità) che hanno affrontato la nuova e accativante sfida per dare vita ad una Gatta Cenerentola che si spoglia della tradizione fiabesca per diventare una storia dal gusto più noir.

Nel film di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Dario Sansone e Marino Guarnieri, la protagonista silente è Napoli, città degli opposti, che presenta al mondo due facce: una luminosa, ricca di bellezza, di profumi e sapori, speranza e fede nel riuscire sempre e comunque a cavarsela, l’altra buia, fatta di espedienti e illegalità, di mancanza di cura per la propria terra e rassegnata all’idea che le cose non cambieranno mai.

Questo è stato il trampolino di lancio per fare di Napoli la vera protagonista della nuova versione della Gatta Cenerentola: “L’idea alla base del film è di rimanere in questo gioco, di ri-raccontare la fiaba in un contesto storico più contemporaneo, per mantenerla viva […]. L’abbiamo ambientato nella Napoli di un presente o un futuro improbabile, un po’ pulp e un po’ noir, ma con un senso del magico […].” dice Rak durante un’intervista alla 74a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia dove la Gatta era in concorso nella sezione Orizzonti.

In Gatta Cenerentola le due anime della città sono ben presenti, incarnate dal personaggio di Salvatore Lo Giusto, detto O’Re, commerciante scaltro di calzature, che tradisce Vittorio Basile, armatore che sogna di veder prosperare la propria città traghettandola in un futuro migliore, a partire da una nave iper tecnologica, in cui ha deciso di celebrare le nozze con Angelica che è in realtà innamorata di O’Re: i due hanno in mente un progetto diverso per lui e per sua figlia Mia, che diventa la serva di Angelica e delle sue sei figlie, cui danno il soprannome di “Gatta Cenerentola”.

Uscito di scena Vittorio, alla ragazza non pensa più nessuno, se non Primo Gemito, guardia del corpo e amico dell’armatore, che dopo anni torna alla nave per ritrovare la piccola Mia, ormai cresciuta.

Malinconicamente divertente, Gatta Cenerentola è un “sogno animato”: Rak e co, grazie ad una scelta stilistica unica, lontana dal disegno americano o da quello giapponese, danno vita a personaggi matericamente presenti e al tempo stesso sfuggevoli, perennemente avvolti da pulviscolo e leggiadri come le figure fluttuanti che affollano la nave.

Non da meno è stato chi, il film, lo ha fatto con la voce. Massimiliano Gallo (O’Re), Maria Pia Calzone (Angelica), Alessandro Gasman (Primo Gemito) e Ciro Priello de I Jackal (Luigi) ovvero il cast dei doppiatori: “L’animazione può avere la capacità di ridare, riproporre un’idea della scrittura, in questo caso del Basile, alle nuove generazioni con una forma a mio parere bellissima.” dice A. Gasman, seguito da M. Gallo: “Ha un forte senso estetico e artistico. Un disegno preciso, dei registi e della sceneggiatura. Quindi è un film importante!”

La splendida colonna sonora, con brani originali dei Foja (di cui Dario Sansone, uno dei registi, è leader del gruppo) fa da ciliegina sulla torta: Gatta Cenerentola è una favola che trascende il tempo, uno spettacolo per il piacere di occhi e orecchie, da godere ora anche su grande schermo.

Quindi amici di Cartùn, cosa aspettate? correte in sala!

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